Azienda

I terreni e le vigne si dipartono dalla strada che congiunge Sant’Angelo in Colle con Castel Nuovo dell’Abate (paese che trae il suo nome dalla contigua Abbazia di Sant’Antimo) e sono distribuiti su territori collinari che digradano in lieve pendenza in direzione del fiume Orcia. Essi sono stati sede di insediamenti antichissimi, dalla preistoria (significativi al riguardo gli scavi eseguiti negli anni ‘50 dal Prof. Ferrante Rittatore Vonwiller dell’Università degli Studi di Milano, che rintracciò nella zona reperti villanoviani) al periodo etrusco e romano, di cui sono prova i residui fittili, presenti nell’oliveto della Pieve, e le strutture di fondazione, situate nello stesso oliveto, di una villa romana, tra le più grandi e ricche della Val d’Orcia, tanto che il Ministero per i Beni Archeologici della Toscana ha dichiarato la zona di “interesse particolarmente importante”.
L’azienda Poggio degli Ulivi ha un’estensione di 175 ettari e trae il suo nome dalle 3100 piante di ulivi ultracentenari dai quali si ricava l’olio DOP di profumo intenso e di sapore robusto.
Nell’estensione di cui sopra, accanto alla produzione olivicola si trovano i terreni destinati alle altre colture tradizionali tipiche della Toscana meridionali, soprattutto seminativi, nonché macchia mediterranea formata principalmente da ginepro, corbezzolo e ginestra e boschi di alto fusto di querce e leccio.
Last but not least, circa 11 ettari sono stati individuati per essere destinati alla viticoltura, trattandosi di terreni di medio impasto, franco-argillosi, con discreta presenza di scheletro, che sono universalmente riconosciuti tra i più idonei alla produzione vitivinicola, in particolare del Sangiovese Grosso, vitigno peculiare del Brunello di Montalcino e ovviamente del Rosso che, però per scelta aziendale, non viene attualmente commercializzato. La forma di allevamento delle vigne è il cordone speronato con basse cariche di gemme e le operazioni colturali sulla pianta vengono effettuate tutte manualmente al fine di curare pianta per pianta a seconda delle esigenze.
Inoltre, la giacitura di questi ultimi terreni è felice e propizia alla coltivazione della vite, grazie al riparo dei venti del nord e delle correnti più rigide offerto dal Poggio d’Arna e dal colle su cui sorge Castelnuovo dell’Abate. Il complesso montuoso del Monte Amiata cinge a sua volta la zona e costituisce un ostacolo allo spirare dei venti umidi provenienti dal Mezzogiorno, tanto che si potrebbe definire tra i monti una “valletta amena”.